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Azienda

TRENTO D.o.c. è una denominazione di origine controllata che identifica e contraddistingue la produzione di vino spumante con metodo classico realizzata nella provincia di Trento. E’ stata la prima d.o.c. per lo spumante metodo classico in Italia, riconosciuta nel 1993. Il disciplinare che stabilisce le caratteristiche di produzione da rispettare per potersi fregiare del nome, prevede che la coltivazione, e l’intera fase di lavorazione fino al prodotto finito in bottiglia sia realizzata nella provincia di Trento. Prevede che le uve utilizzate siano esclusivamente Chardonnay, Pinot Bianco Pinot Nero, Pinot Meunier. Può essere vinificato in bianco in rosato. Il TRENTO D.o.c. deve essere realizzato esclusivamente con il metodo classico, denominato in Francia Champenoise, lo stesso dello Champagne, (ma tale dicitura è stata vietata in Europa per tuti gli spumanti ad esclusione appunto dello Champagne ) quindi con la rifermentazione in bottiglia che dona allo spumante il caratteristico perlage, e la tipica pratica del remouage (rotazione delle bottiglie effettuata in cantina nel periodo della rifermentazione) per favorire il deposito dei lieviti esausti nel collo della bottiglia che verranno poi eliminati nella fase di sboccatura. Prevede un periodo minimo in cui debba rimanere sui lieviti di 15 mesi per il brut, che si estende a 24 mesi per il millesimato per arrivare ad un minimo di 36 mesi per la tipologia RISERVA.

 

 

Prodotto

Gli spumanti trentini, di cui Trentiner propone una ampia selezione, continuano a ricevere riconoscimenti nazionali ed internazionali, come ad esempio la conferma dei tre bicchieri del Gambero Rosso.

TRENTODOC molto simile alla denominazione di origine, ma rappresenta un marchio commerciale collettivo, che possono utilizzare le cantine produttrici di Trento D.o.c aderenti all’iniziativa nella commercializzazione dei propri spumanti. Consigli di uso: E’ un vino che con le sue bollicine si presta perfettamente per i brindisi di Natale o per le feste di Capodanno, ma trova molti estimatori anche per un uso cosiddetto a tutto pasto, in grado quindi di accompagnare le diverse portate, dai primi di pasta e riso tipici della dieta mediterranea, le versioni più corpose e strutturate possono essere abbinate anche a piatti di carne, salumi o formaggi. Nelle versioni meno secche, a partire quindi dall’extra dry, si presta anche ad essere abbinato ai dolci, mentre non risultano adatti in questo caso le versioni brut o con presenza di zuccheri inferiore, extra brut, nature pas dosè. Come per tutte le bollicine italiane, si consiglia di servire in calici sufficientemente ampi che permettano di contemplare l’eleganza, la consistenza e la persistenza del perlage, ed alla temperatura di servizio compresa tra gli 8 e i 12 gradi per gustarne al meglio le caratteristiche organolettiche.

 

 

 

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